Carcinoma ovarico (tumore): 10 fatti che tutte le donne devono conoscere

Il carcinoma ovarico è il tumore ginecologico più letale

In Italia, il carcinoma ovarico è il quinto tumore più comune nelle donne. Nel mondo, ogni anno, viene diagnosticato a circa 250.000 donne e circa 140.000 donne muoiono a causa di questa malattia. In Italia il carcinoma ovarico è in rapida crescita: nel 2012 sono stati diagnosticati 4.900 casi che, secondo il Registro Tumori, saliranno a 5.400 nel 2020 e a 5.900 nel 2030.

Il carcinoma ovarico è il meno conosciuto dei tumori della donna

Il carcinoma ovarico si verifica quando le cellule dell’ovaio crescono e si dividono in modo incontrollato. Le cause che determinano questa divisione e moltiplicazione incontrollata delle cellule nell’ovaio non è ancora nota. Ciò che si sa è che un certo numero di fattori aumentano il rischio di sviluppare questa forma di tumore:
• Età: il carcinoma ovarico colpisce in maggioranza donne di età superiore ai 55 anni e dopo la menopausa. Tuttavia alcuni tipi di tumore dell’ovaio possono presentarsi in donne più giovani.
• Gravidanze e menopausa: sono maggiormente a rischio le donne che non hanno avuto figli, che non hanno mai preso la pillola anticoncezionale, che hanno avute le prime mestruazioni in età precoce o che hanno iniziato la menopausa in età più avanzata rispetto alla media.
• Storia familiare: sono maggiormente a rischio le donne che hanno due o più familiari già colpiti da tumore dell’ovaio, della mammella, del colon o dell’utero.
• Precedenti problemi ginecologici: sono maggiormente a rischio le donne che hanno sofferto di endometriosi.
• Stili di vita: l’obesità, il fumo, l’assenza di esercizio fisico sono ulteriori fattori che aumentano il rischio di sviluppare questa neoplasia.

Conoscere i primi segnali di allarme può salvare la vita

Il carcinoma ovarico nel 75% dei casi viene diagnosticato quando è già in stadio avanzato perché la malattia nel suo stadio iniziale si accompagna a sintomi aspecifici. Gli esperti ritengono però che la frequenza e la combinazione di alcuni sintomi particolari potrebbero rappresentare i primi segnali di allarme del carcinoma ovarico. Quando questi sintomi non ci sono mai stati prima e compaiono costantemente ogni giorno per più di 12-15 giorni al mese e per più di due o tre mesi consecutivi, possono essere un segnale di avviso. In questo caso è consigliabile rivolgersi al medico.

Riconoscere i sintomi migliora la diagnosi precoce

I sintomi più comuni includono:

  • gonfiore addominale persistente;
  • necessità di urinare spesso;
  • fitte addominali.

Sintomi meno comuni sono:

  • inappetenza;
  • senso di immediata sazietà;
  • perdite ematiche vaginali;
  • variazioni delle abitudini intestinali.

La conoscenza dei sintomi e dei fattori di rischio è fondamentale per migliorare la diagnosi precoce e gli esiti per le pazienti.

La diagnosi precoce migliora le probabilità di sopravvivenza

Quando il carcinoma ovarico viene rilevato in fase iniziale, può essere rimosso completamente con la chirurgia e questo può portare alla guarigione.

Non esistono strumenti di prevenzione o test di screeningChiudi

Ad oggi per il tumore ovarico non esistono strumenti di prevenzione, come il vaccino o come il pap test per il tumore della cervice uterina, così come non esistono test di screening precoce, come la mammografia per il tumore al seno. La conoscenza dei sintomi e dei fattori di rischio è quindi fondamentale per migliorare la diagnosi precoce e gli esiti per le pazienti.

Esistono strumenti di indagine diagnostica

Per il tumore ovarico sono disponibili le seguenti indagini diagnostiche di routine che possono suggerire la presenza di un tumore ovarico.

  • Visita medica: il medico, premendo sull’addome, può controllare se ci sono delle anomalie o degli insoliti accumuli di liquido. Un campione di liquido può essere prelevato ed analizzato per verificare l’eventuale presenza di cellule cancerogene.
  • Visita ginecologica: il medico palpa le ovaie e gli organi circostanti, verificandone la forma e le dimensioni. Può inoltre constatare se sussiste la formazione di masse sospette. Il Pap Test, che viene effettuato regolarmente per rilevare le alterazioni precancerose della cervice, non è assolutamente in grado di diagnosticare il carcinoma ovarico, neppure negli stadi avanzati.
  • Ecografia transvaginale: questo esame sfrutta gli ultrasuoni e consente di identificare eventuali alterazioni dell’ovaio, differenziando con buona accuratezza le formazioni benigne da quelle maligne. L’ecografia transvaginale è un esame non particolarmente invasivo, ben tollerabile e soprattutto ripetibile.
  • Markers tumorali: a seguito di un semplice prelievo di sangue, il laboratorio di analisi può controllare il livello dei marker tumorali CA-125 e HE4.
  • Risonanza magnetica o TAC, in caso di fondato sospetto di tumore maligno.

Le cure esistono ma sono ancora limitate

Quasi tutte le donne colpite da tumore ovarico vengono sottoposte ad un intervento chirurgico come parte del trattamento iniziale al fine di rimuovere più tumore possibile. Dopo l’intervento chirurgico, può essere somministrata la chemioterapia per diminuire le possibilità di recidiva del tumore, ridurre i sintomi e migliorare la qualità di vita delle pazienti. Il trattamento farmacologico standard a base di paclitaxel e carboplatino è a tutt’oggi la combinazione terapeutica migliore. In fase di cura è importante rivolgersi a istituti clinici specializzati nel trattamento del tumore ovarico.

Una nuova opzione terapeutica: la terapia anti-angiogenica

Come molte forme di cancro, il carcinoma ovarico crea la propria rete di vasi sanguigni per meglio fornire al tumore le sostanze nutritive e l’ossigeno di cui ha bisogno per crescere e diffondersi. La crescita dei vasi sanguigni viene detta angiogenesi. Le terapie anti-angiogeniche aiutano ad arrestare la formazione di nuovi vasi sanguigni, privando in tal modo il cancro delle sostanze nutritive e dell’ossigeno di cui ha bisogno per crescere. L’uso del trattamento anti-angiogenico nel carcinoma ovarico offre una nuova opportunità di trattamento.

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